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Come rinunciare all'eredità

Termini, procedura davanti a notaio o tribunale e cosa succede dopo la rinuncia.

Tempo di lettura: circa 5 minuti · Ultimo aggiornamento: luglio 2026

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Quando ha senso rinunciare

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L'eredità comprende anche i debiti

Accettando un'eredità, Lei subentra non solo nei beni del defunto, ma anche nei Suoi debiti. Se i debiti superano l'attivo, o se semplicemente preferisce non avere alcun legame con il patrimonio ereditario, la rinuncia La libera completamente da entrambi.

Attenzione: non è possibile accettare solo i beni e rinunciare solo ai debiti. Se la situazione patrimoniale non Le è chiara, valuti con un notaio l'accettazione con beneficio d'inventario, che limita la Sua responsabilità ai beni effettivamente ricevuti.
2

È un atto totale e irrevocabile nella maggior parte dei casi

La rinuncia riguarda l'intera eredità, non singoli beni. Una volta dichiarata, non può essere ritirata se un altro chiamato ha già accettato l'eredità al Suo posto.

Entro quando deve agire

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Il termine generale: 10 anni

Il codice civile (art. 480 c.c.) prevede che il diritto di accettare l'eredità si prescriva dopo 10 anni dall'apertura della successione, cioè dalla data del decesso. Entro lo stesso termine deve, di conseguenza, dichiarare la rinuncia se non vuole diventare erede per il semplice decorrere del tempo.

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Il termine ridotto: 3 mesi

Se Lei è già nel possesso di beni ereditari (ad esempio abita nella casa del defunto o ha accesso ai Suoi conti), il termine si riduce drasticamente a 3 mesi dall'apertura della successione, prorogabili di altri 3 su richiesta al tribunale (art. 485 c.c.). In questo caso agisca rapidamente.

Consiglio: in caso di dubbio su quale termine si applichi al Suo caso, si rivolga subito a un notaio – i termini brevi non sono prorogabili facilmente.

Come si fa: la procedura

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Notaio o Tribunale – di persona

La rinuncia è un atto solenne: va dichiarata personalmente davanti a un notaio, oppure al cancelliere del Tribunale del circondario dove si è aperta la successione (di norma il luogo di ultima residenza del defunto). Non esiste una lettera o un modulo online che sostituisca questo passaggio – Nachklang non genera un "modello di rinuncia" da spedire, proprio perché la legge richiede la Sua presenza fisica.

6

Documenti da preparare

Porti con sé un documento d'identità valido, il Suo codice fiscale, il certificato di morte o l'estratto dell'atto di morte del defunto, e – se disponibile – un atto di notorietà che attesti la Sua qualità di chiamato all'eredità.

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Cosa succede dopo

La dichiarazione viene annotata nel registro delle successioni. La rinuncia ha effetto retroattivo: è come se Lei non fosse mai stato chiamato all'eredità. La Sua quota si devolve agli altri eredi secondo la legge o il testamento.

Domande frequenti sulla rinuncia all'eredità

Posso rinunciare solo ai debiti e tenere i beni?

No. La rinuncia è un atto unico e totale: non è possibile accettare l'attivo e rinunciare al passivo. Se l'eredità ha più debiti che beni, valuti con un notaio l'accettazione con beneficio d'inventario.

Entro quando devo rinunciare?

Di norma entro 10 anni dalla morte (art. 480 c.c.). Il termine si riduce a 3 mesi, prorogabili di altri 3, se Lei è già nel possesso di beni ereditari (art. 485 c.c.).

Chi eredita al posto mio se rinuncio?

La Sua quota si devolve agli altri chiamati all'eredità secondo la legge o il testamento. Se rinunciano tutti i chiamati, l'eredità passa ai gradi successivi previsti dalla legge.

Posso cambiare idea dopo aver rinunciato?

In alcuni casi sì: finché nessun altro chiamato ha accettato l'eredità e non sono trascorsi i 10 anni dall'apertura della successione, la legge consente di revocare la rinuncia. Si faccia assistere da un notaio prima di agire.

Devo andare di persona dal notaio o in tribunale?

Sì. La rinuncia è un atto solenne che si dichiara personalmente davanti a un notaio oppure al cancelliere del Tribunale competente – non esiste una lettera o un modulo che si possa semplicemente spedire per posta.

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